Archive for the Fondamenti Linux Category

Goosh, the Unofficial Google Shell. Google come il terminale

Posted in Comandi, Gnu/Linux, News with tags , , , , , , , , , on 6, giugno, 2008 by kooala23

Stefan Grothkopp ha sviluppato un nuovo strumento attraverso il quale, i veri appassionati della linea di comando, potranno compiere ricerche in Google, tramite un interfaccia simile alla Shell Unix. Sto parlando di goosh.org, the Unofficial Google Shell. Appena entrati nel sito vi renderete conto di cosa si tratta. Dgitano la parola da ricercare effettuerete una ricerca semplice. Con help o h vi restituirà la lista dei comandi, con lang it selezionate il vostro linguaggio.

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Split & Join prima parte. Unire e dividere i file video da linea di comando

Posted in Audio/Video, Comandi, Gnu/Linux, Guide, Software with tags , , , , , , , , , , , , , , , , on 9, maggio, 2008 by kooala23

Spesso, soprattutto se si utilizzano servizi tipo Rapidshare e Megaupload, può capitare di dover dividere o unire i nostri file video. Il mondo Gnu/Linux dispone di potenti tool, da linea di comando, che permettono di compiere queste due operazioni in modo rapido ed indolore.

Dividere i file avi ed mpeg

Per quanto riguarda la divisione del file in più parti, possiamo usare sia il comando split che mencoder (che fa parte del progetto MPlayer). Con:

split -d -b 100m VideoDaDividere.avi VideoDiviso.avi

divideremo il video in varie parti da 100 MegaByte, l’opzione -d serve a dare un suffisso numerico (.avi01, .avi02, ecc) ai file creati, mentre con la -b specifichiamo la dimensioni delle parti. Con Mencoder invece è possibile dividere un video di un ora in due parti da trenta minuti ciascuna, così: Continua a leggere

Miglioriamo l’aspetto delle applicazioni Wine

Posted in Fondamenti Linux, Generale, Linux & Music, Software with tags , , , , , on 5, aprile, 2008 by kooala23

Wine è sicuramente uno dei software più usati nel mondo Gnu/Linux. Scommetto però che tra le migliaia di persone che lo hanno usato, apprezzandone le qualità tecniche, molte hanno notato il pessimo look delle applicazioni windows che fa girare. Io sono uno tra i tanti ma sinceramente non ci ho mai fatto molto caso. Qualche giorno fa però, mi sono casualmente imbattuto in questo wiki, che oltre all’installazione di Wine, spiega anche come cambiarne lo schema dei colori, per farlo integrare meglio col tema di default di Ubuntu. Continua a leggere

Htop, gestire i processi da terminale

Posted in Comandi, Fondamenti Linux, Software with tags , , , , , , , , , on 1, febbraio, 2008 by kooala23

Di solito, quando si pensa alle applicazioni da riga di comando, ci si immagina delle schermate scarne, grigie, tristi. Htop non è assolutamente così, quando lo si avvia, il terminale prende vita. Lavorare con questo programma è comodo e piacevole. Ma la superiorità di htop rispetto a programmi come top, vanno ben oltre all’aspetto estetico, con htop potete:

– scorrere verticalmente ed orizzontalmente la lista, per vedere i processi e i comandi completi

– selezionare molti processi, e fare ciò che volete, senza dover inserire il pid

– interagire tramite il mouse

– avere una visuale ad albero delle dipendenze dei processi

…. e tanto altro. Htop è probabilmente il miglior monitor di sistema da terminale, il più bello, ma anche il più funzionale. Per installarlo, in Debian e derivate, basta dare un semplice:

sudo apt-get install htop

Altrimenti lo potete scaricare dal sito ufficiale.

Rippare, creare immagini e masterizzare da linea di comando

Posted in Comandi, Fondamenti Linux, Guide, Software with tags , , , , , , , , , , , , on 31, gennaio, 2008 by kooala23

Tutte le principali distribuzioni Linux, ci offrono degli ottimi tools per la masterizzazione, la creazione di immagini Iso e tanto altro; il tutto da riga di comando. Sto parlando di: mkisofs, cdrecord e cdparanoia. Il primo, mkisofs, ci permette di creare immagini Iso da cd dati, il secondo, cdrecord, di masterizzare i nostri cd/dvd, il terzo, cdparanoia, di rippare i cd audio, in formato wav.

Ecco come funzionano:

cdrecord -v gracetime=2 dev=/dev/cdrom -eject blank=fast -force Cancella un disco riscrivibile

cdrecord -v dev=/dev/cdrom cd.iso masterizza un immagine iso

mkisofs /dev/cdrom > cd.iso crea l’immagine iso di un cdrom sull’hard-disk

mkisofs /dev/cdrom | gzip > cd_iso.gz crea l’immagine iso compressa di un cdrom sull’hard-disk

mkisofs -J -allow-leading-dots -R -V “Label CD” -iso-level 4 -o ./cd.iso data_cd crea l’immagine iso di una directory da masterizzare

cdrecord -v dev=/dev/cdrom cd.iso masterizza un immagine iso

gzip -dc cd_iso.gz | cdrecord dev=/dev/cdrom – masterizza un immagine iso compressa

cdparanoia -B rippa le traccie audio da un cd in file wav

cdparanoia — “-3” rippa le prime tre traccie audio da un cd in file wav

Questi sono solo semplici esempi di quello che potete fare; se volete approfondire l’argomento, vi rimando all’ottima guida di vivalinux, che spiega nel dettaglio le varie opzioni di questi comandi.

Crontab, e programmi per gestire le pianificazioni

Posted in Comandi, Fondamenti Linux, GNOME, Software with tags , , , , , , , , on 26, gennaio, 2008 by kooala23

Crontab è un comando che ci consente di automatizzare l’esecuzione dei comandi. Ci permette cioè di registrarli presso il sistema affinché siano mandati in esecuzione, periodicamente. Lo sheduling è molto utile se si vogliono eseguire backup periodici o altre operazioni giornaliere. Crontab usa il demone crond, che rimane sempre in background e legge ogni minuto il registro dei comandi da eseguire. Per editare il file di configurazione di crontab (/var/spool/cron/crontab/nomeutente), basta dare il comando:

crontab -e

La spiegazione su come gestire i compiti sarebbe un po’ lunga, è per questo che vi rimando all’ottima guida all’uso di crontab di iopensource. La gestione dello sheduling però, le prime volte, può risultare un po’ macchinosa. Se preferite gestire il tutto tramite interfaccia grafica, beh, il mondo Linux pullula di programmi che permettono di farlo. Uno su tutti, Gnome-schedule, che è disponibile nei repo di Ubuntu. Una volta installato lo troverete in: Applicazioni-Strumenti di sistema-Pianifica. Non credo che ci sia niente da spiegare sull’uso di questo programma. Apritelo e capirete perché.

Modprobe. Ecco a che cosa serve

Posted in Comandi, Fondamenti Linux, Guide with tags , , , , , , , , on 25, gennaio, 2008 by kooala23

Modprbe è un software Linux che ci permette di aggiungere e rimuovere moduli al kernel. Se viene usato senza indicazioni, scrivendo ciè solo il nome del modulo da caricare, modprobe caricherà prima tutti i moduli necessari a soddisfare le dipendenze, e solo dopo caricherà quello da noi richiesto. Se il caricamento di uno di questi moduli fallisce, tutto il gruppo di moduli caricati nella sessione corrente sarà rimosso automaticamente. Modprobe ha due modi di caricare i moduli. Il primo, proverà a caricare un modulo a partire da una lista; modprobe smetterà di cercare non appena riuscirà a caricare un modulo con successo. Continua a leggere

MOC, facciamo suonare in nostro terminale

Posted in Comandi, Open source, Software with tags , , , , , , , on 25, gennaio, 2008 by kooala23

Ecco un software per i veri patiti del terminale. Si chiama MOC (music on console), e permette di ascoltare musica dalla console, o terminale che dir si voglia. È veramente semplice, basta scegliere il file da una directory tramite il menù (simile a Midnight Commander), e MOC inizierà a suonare tutti i file presenti nella cartella a partire da quello da noi richiesto. Non c’è bisogno di creare una playlist, ma se si vuole si può comunque farlo, combinando file provenienti da cartelle diverse. Ma ciò che rende MOC veramente interessante è la possibilità di usare il terminale mentre ascoltiamo la musica. Se infatti premiamo il tasto q, mentre la nostra playlist sta andando, MOC scomparirà continuando a suonare. Per farlo riapparire ci basterà dare mocp, che è il comando di base per avviarlo. I formati supportati sono tanti: MP3, Ogg, FLAC, WAVE, Musepack, Speex, WMA, MP4, AAC.

A me è piaciuto molto, se siete interessati potete scaricarlo da questo sito. Gli utenti Debian e derivati, lo possono trovare nei repertori. Basterà quindi un semplice, sudo apt-get install moc.

Chmod, guida rapida a uno dei principali comandi Linux

Posted in Comandi, Fondamenti Linux, Guide with tags , , , , , , , , , on 24, gennaio, 2008 by kooala23

Oggi voglio parlarvi di chmod, change mode, che come si può intuire dal nome, ci permette di cambiare i permessi (modalità) di file e cartelle. Chmod è uno dei comandi basilari dei sistemi Linux, tanto da essere già prsente nella prima versione Unix di AT&T. Insomma, è fondamentale che tutti gli utenti Linux lo sappiano usare. A differenza dei comandi che ho presentato fin ora, chmod è un pelino meno intuitivo, ma vedrete che, una volta imparato il meccanismo, usarlo sarà veramente un gioco da ragazzi. Eccone le basi:
I permessi sono:

r – lettura
w – scrittura
x – esecuzione

I tre permessi vanno applicati a seconda di chi utilizza il file e cioè:

u – proprietario
g – utenti del gruppo
o – tutti gli altri utenti

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Convertire i pacchetti rpm in deb, in un batter d’occhio!

Posted in Comandi, Guide, Software with tags , , , , , , , , on 20, gennaio, 2008 by kooala23

Il mondo Linux è molto frammentato (centinaia di distribuzioni, diversi desktop environment), io però credo, che proprio questa grande varietà sia sinonimo di libertà. Le dittature e i monopoli si creano quando il potere è troppo centralizzato. Ma non è certo di politica che vi voglio parlare, semmai del fatto che, a volte, questa mancanza di una via maestra, porta a problemi di compatibilità. Nella fattispecie mi riferisco alla mancanza di uno standard per i pacchetti. Mi è capitato proprio ieri di dover installare un software molto interessante, che però era disponibile solo in rpm. Per un attimo sono rimasto come spiazzato, non tanto perché non sapessi come fare, ma piuttosto perché non mi ricordavo più, quale fosse l’applicazione per convertire da rpm a deb. Anche se raramente, mi è già successo di trovare programmi disponibili solo in pacchetti rpm. Beh, alla fine, con uno sforzo di memoria e una rapida ricerca in Synaptic, sono riuscito a ritrovare l’ancora di salvezza, per gli utenti Debian e derivati, in casi del genere: Alien. Meno male che lo conoscevo già, altrimenti l’avrei sicuramente scambiato per un gioco o qualcosa del genere. Insomma, l’ho installato e nel giro di pochi secondi avevo il mio bel pacchetto debian, del software che tanto desideravo provare. Alien è veramente utile, facile e veloce. Ecco la procedura che ho seguito:

sudo apt-get install alien

sudo alien -d pacchetto.rpm

Con quest’ottima applicazione, possiamo anche fare il procedimento inverso e varie conversioni da/a altri formati. Insomma grazie ad Alien possiamo superare i problemi di compatibilità e goderci a pieno la libertà di scelta dataci dal variegato universo delle distribuzioni Gnu/Linux.

Mount come daemontools, montiamo file .iso, .cue-bin, .nrg, .img e .mdf

Posted in Comandi, Fondamenti Linux, Guide, Ubuntu with tags , , , , , , , , , , , , , on 19, gennaio, 2008 by kooala23

Esistono ottimi programmi che ci permettono di lavorare tramite interfaccia grafica (li presenterò nei prossimi giorni), ma oggi voglio parlare di come montare immagini da riga di comando. Il procedimento è più semplice di quanto si possa pensare. Iniziamo con i file .iso, che è il formato più diffuso; per poter creare un disco virtuale useremo semplicemente il comando mount. Mount è utilissimo, permette di montare un po di tutto, cd, floppy, partizioni, ecc, le opzioni principali per montare e smontare volumi sono:

-t che specifica il tipo di file system, come: ext3 per ext3 (Linux) ntfs per NTFS (Windows NT), iso9660 per ISO9660 (CDROM) che è quello che interessa a noi.

-o che indica le opzioni, come rw, ro, per i permessi, o exec per permettere l’esecuzione del file.

-Ma ora vediamo, nella pratica come operare, ecco i passaggi per montare le immagini iso.

In primo luogo creiamo una cartella dove mettere l’iso.

mkdir /media/iso

aggiungiamo il modulo loop al kernel:

sudo modprobe loop

e montiamo il nostro file iso:

sudo mount some.iso /media/iso/ -t iso9660 -o loop

Ora l’immagine dovrebbe essere montata, e accessibile dal desktop, se poi vogliamo smontarla, basta dare:

sudo umount /media/iso Continua a leggere

Wget un ottimo software, spesso sottovalutato

Posted in Fondamenti Linux, Open source, Software with tags , , , , , , , , on 17, gennaio, 2008 by kooala23

                                                                                             wget.jpeg

Oggi voglio parlare di Wget, un programma che più o meno tutti conosciamo, ma che forse non sfruttiamo a pieno. Wget è un ottimo software che ci permette di scaricare, file da internet via Http, Https e Ftp. Fa parte del progetto Gnu, il suo nome deriva da World, Wide, Web get, termini che connotano la sua funzione principale. Funziona tramite linea di comando, ma è facile e comodissimo. Wget può costruire una versione locale dei siti remoti, ricostruendo interamente la struttura delle directory (download ricorsivo). Essendo nato nel 1996, Wget è stato pensato per le connessioni lente, proprio per questo, può anche riprendere i download interrotti. Esistono anche programmi grafici come, Gwget per gnome, ma credo che sia quasi più comodo lavorare da terminale. Ecco un po di opzioni:

wget http://www.esempio.it/ Scaricare solo la prima pagina del sito

wget –mirror http://www.esempio.it/ Scaricare tutto il sito nella home directory

wget –continue http://www.esempio.it/Riprendere un download interrotto

Le funzioni sono veramente tante, vi consiglio di utilizzare il comando mirror per scaricare siti, che è addirittura più comodo di software appositamente studiati come WebHTTrack. Se volete saperne di più, ecco una guida completa, in inglese, e la pagina di Wikipedia, in italiano.

APT e i poteri della Super Mucca

Posted in Comandi, Fondamenti Linux, Guide, Software, Ubuntu with tags , , , , , , , , , , , on 11, gennaio, 2008 by kooala23

Quando ci si abitua ad usare Linux, il concetto di software commerciale ci sembra quasi assurdo. Immaginarci, in un negozio a comprare (nel migliore dei casi) o in casa intenti a crackare un programma, ci fa quasi sorridere. Noi utenti Gnu/Linux possiamo scaricare e installare applicazioni eccezionali, che non hanno niente da invidiare alla costosa controparte, con un semplice comando. E’ per questo che ho deciso di parlarvi dell’ottimo gestore di pacchetti di cui dispongono gli utenti Debian e derivati, ovviamente mi riferisco ad APT. Advance Pakage Tools, ha la particolarità di sfruttare contemporaneamente diverse sorgenti di pacchetti (sorgenti remote Ftp e HTTP, cdrom, DVD e hard disk), di gestire autonomamente diverse distribuzioni di pacchetti e di permettere velocemente l’aggiornamento del sistema operativo ad una particolare distribuzione. Sotto Debian si hanno tre differenti distribuzioni utilizzabili: stable, testing e unstable. Come ogni gestore di pacchetti, viene inoltre utilizzato per installare, aggiornare, verificare e rimuovere software dal sistema operativo, in maniera intuitiva, aiutando a risolvere le dipendenze tra i pacchetti. APT è stato pensato per poter essere gestito tramite interfaccia grafica, a questo scopo sono nati vari programmi, uno tra tutti il Synaptic di Ubuntu, che permette agli utenti inesperti di gestire comodamente i pacchetti. Nello svolgere le sue operazioni, APT usa il file /etc/apt/sources.list, che contiene la lista delle “sorgenti” dalle quali può attingere i pacchetti. Per aggiungere sorgenti basterà quindi editare questo file e dare un apt-get update. Ecco le principali funzioni di APT:

Installare pacchetti: apt-get install nomepacchetto (APT soddisferà automaticamente le dipendenze)

Rimuovere pacchetti: apt-get remove nomepacchetto o apt-get –purge remove nomepacchetto (per rimuovere anche i file di configurazione)

Aggiornare i pacchetti installati: apt-get upgrade

Aggiornare la distribuzione: apt-get dist-upgrade, :
se abbiamo il cd della distribuzione dobbiamo dare prima apt-cdrom, per aggiungere il CD al file /etc/apt/sources

Cercare un pacchetto: apt-cache search nomepacchetto

apt-cache show nomepacchetto

Per quanto riguarda la pulizia invece, bisogna sapere che, quando si installa un pacchetto, APT recupera tutti i file necessari e li immagazzina in un archivio locale (/var/cache/apt/archives/) e poi procede con l’installazione. Col passare del tempo, l’archivio locale cresce e può occupare molto spazio sul disco. Per pulire questo archivio APT ci offre due comodi strumenti:

apt-get clean che elimina qualunque cosa, tranne i file lock, dalle directory /var/cache/apt/archives/ e/var/cache/apt/archives/partial/

apt-get autoclean cancella solo i file dei pacchetti che non possono più essere scaricati, perchè obsoleti

E non è tutto, se non siete sicuri dell’operazione che dovete compiere, anteponete –simulate, al opzione di apt in questo modo:

apt-get –simulate install

mucca.jpg

APT nasconde in oltre un simpatico easter egg, visualizzabile con l’opzione moo

apt-get moo

Poi date in ordine questi comandi:

aptitude -v moo, aptitude -vv moo, aptitude -vvv moo, aptitude -vvvv moo, aptitude -vvvvv moo, e aptitude -vvvvvv moo

Le opzioni sono veramente tante, se avete tempo, vi consiglio di leggere la colossale guida Debian. Insomma come avrete certamente capito: questo APT ha i Poteri della Super Mucca.

Cos’è Sudo e come configurarlo.

Posted in Comandi, Fondamenti Linux with tags , , , , , , , , , on 6, gennaio, 2008 by kooala23

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Parlando di comandi, mi sembra giusto che il primo debba essere sudo, Super user Do. Se infatti non si capisce a cosa serve, diventa impossibile gestire i permessi del nostro pc. Sudo permette all’utente di eseguire operazioni con privilegi di root, utilizzando la propria password, senza cioè conoscere quella dell’amministratore. Nei sistemi Linux infatti, di default, la password dell’utente non è quella dell’amministratore. Grazie a quest’ottimo tool possiamo editare facilmente i file di configurazione usando un qualsiasi editor di testo. Se ad esempio vogliamo modificare i dns ci bastrà digitare:

sudo gedit /etc/resolvconf/resolv.conf.d/base

Sudo è molto semplice da usare, e non necessita certo di un tutorial o roba del genere, c’è però la possibilità di cambiare alcuni suoi parametri, i quali sono tutti salvati nel file di configurazione /etc/sudoers. Sebbene il file /etc/sudoers possa essere editato con qualsiasi editor, è molto più sicuro usare visudo, il quale non è altro che una versione leggermente modificata dell’editor vim, che non permette di salvare il file sudoers, se esso contiene errori. Ci sono inoltre molte funzioni semisconosciute, che ci possono venire in aiuto in svariate occasioni, come: sudo -i per avviare una sessione root nel terminale, senza conoscere la password dell’amministratore, o sudo -k per pulire la sessione, infatti, una volta immessa la password, sudo ci autentica per 5 minuti, con quest’opzione invece termineremo immediatamente il periodo di autenticazione. Questi sono due semplicissimi esempi, se siete interessati a conoscere a pieno quest’ottima applicazione, vi rimando al manuale ufficiale del prodotto. Se invece volete imparare a configurare al meglio sudo tramite visudo, be ecco il manuale.

Comandi Linux

Posted in Comandi, Generale with tags , , , , , on 6, gennaio, 2008 by kooala23

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Spesso, quando si prende confidenza col pc, ci si dimentica delle difficoltà affrontate quando si era alle prime armi. Proprio ieri, passando da un amico, ubuntizzato da poco, mi sono ricordato di come, agli inizi, tutto sia misterioso, e di come i comandi appaiano come veri e propri geroglifici. Allora ho deciso di iniziare una serie di articoli, sui principali comandi Linux. Insomma, di mettere un po’ di chiarezza su quelle formule misteriose che copiamo e incolliamo sui nostri terminali, e che, se tutto va bene, risolvono i nostri problemi, senza però indicarci la via. Tutti i post su questo argomento saranno quindi inseriti nella sotto-categoria “Comandi”, che fa parte della sezione “Fondamenti Linux”.

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