Archivio per 11, gennaio, 2008

APT e i poteri della Super Mucca

Posted in Comandi, Fondamenti Linux, Guide, Software, Ubuntu with tags , , , , , , , , , , , on 11, gennaio, 2008 by kooala23

Quando ci si abitua ad usare Linux, il concetto di software commerciale ci sembra quasi assurdo. Immaginarci, in un negozio a comprare (nel migliore dei casi) o in casa intenti a crackare un programma, ci fa quasi sorridere. Noi utenti Gnu/Linux possiamo scaricare e installare applicazioni eccezionali, che non hanno niente da invidiare alla costosa controparte, con un semplice comando. E’ per questo che ho deciso di parlarvi dell’ottimo gestore di pacchetti di cui dispongono gli utenti Debian e derivati, ovviamente mi riferisco ad APT. Advance Pakage Tools, ha la particolarità di sfruttare contemporaneamente diverse sorgenti di pacchetti (sorgenti remote Ftp e HTTP, cdrom, DVD e hard disk), di gestire autonomamente diverse distribuzioni di pacchetti e di permettere velocemente l’aggiornamento del sistema operativo ad una particolare distribuzione. Sotto Debian si hanno tre differenti distribuzioni utilizzabili: stable, testing e unstable. Come ogni gestore di pacchetti, viene inoltre utilizzato per installare, aggiornare, verificare e rimuovere software dal sistema operativo, in maniera intuitiva, aiutando a risolvere le dipendenze tra i pacchetti. APT è stato pensato per poter essere gestito tramite interfaccia grafica, a questo scopo sono nati vari programmi, uno tra tutti il Synaptic di Ubuntu, che permette agli utenti inesperti di gestire comodamente i pacchetti. Nello svolgere le sue operazioni, APT usa il file /etc/apt/sources.list, che contiene la lista delle “sorgenti” dalle quali può attingere i pacchetti. Per aggiungere sorgenti basterà quindi editare questo file e dare un apt-get update. Ecco le principali funzioni di APT:

Installare pacchetti: apt-get install nomepacchetto (APT soddisferà automaticamente le dipendenze)

Rimuovere pacchetti: apt-get remove nomepacchetto o apt-get –purge remove nomepacchetto (per rimuovere anche i file di configurazione)

Aggiornare i pacchetti installati: apt-get upgrade

Aggiornare la distribuzione: apt-get dist-upgrade, :
se abbiamo il cd della distribuzione dobbiamo dare prima apt-cdrom, per aggiungere il CD al file /etc/apt/sources

Cercare un pacchetto: apt-cache search nomepacchetto

apt-cache show nomepacchetto

Per quanto riguarda la pulizia invece, bisogna sapere che, quando si installa un pacchetto, APT recupera tutti i file necessari e li immagazzina in un archivio locale (/var/cache/apt/archives/) e poi procede con l’installazione. Col passare del tempo, l’archivio locale cresce e può occupare molto spazio sul disco. Per pulire questo archivio APT ci offre due comodi strumenti:

apt-get clean che elimina qualunque cosa, tranne i file lock, dalle directory /var/cache/apt/archives/ e/var/cache/apt/archives/partial/

apt-get autoclean cancella solo i file dei pacchetti che non possono più essere scaricati, perchè obsoleti

E non è tutto, se non siete sicuri dell’operazione che dovete compiere, anteponete –simulate, al opzione di apt in questo modo:

apt-get –simulate install

mucca.jpg

APT nasconde in oltre un simpatico easter egg, visualizzabile con l’opzione moo

apt-get moo

Poi date in ordine questi comandi:

aptitude -v moo, aptitude -vv moo, aptitude -vvv moo, aptitude -vvvv moo, aptitude -vvvvv moo, e aptitude -vvvvvv moo

Le opzioni sono veramente tante, se avete tempo, vi consiglio di leggere la colossale guida Debian. Insomma come avrete certamente capito: questo APT ha i Poteri della Super Mucca.

JACK Timemachine: registriamo i nostri live set con un semplice clic

Posted in Guide, Linux & Music, Software with tags , , , , , , , , , , , on 11, gennaio, 2008 by kooala23

schermata-timemachine.png schermata-timemachine-1.png

Jack Timemachine è una minuscola applicazione da affiancare a Jack, è veramente piccola, e priva di opzioni, ma ci semplifica di molto la vita. Si, infatti grazie a questo ottimo programmino possiamo registrare le nostre produzioni musicali, con un semplice clic (e in questo caso non è un eufemismo, si tratta proprio di un clic). In Ubuntu lo si può installare da Synaptic, altrimenti lo si tuò scaricare dal sito del produttore. La prima volta che l’ho aperto, sono rimasto stupefatto dalla totale assenza di opzioni, Timemachine va infatti interamente gestito da Jack. Ma passiamo ai fatti, ecco un esempio pratico per capire come funziona. Se vogliamo registrare una nostra sessione live, fatta con Hydrogen e ZynAddSubFX (ottimo synt che presenterò in questi giorni), non dovremo fare altro che avviare Jack Control, poi TimeMachine, e infine i due software che intendiamo registrare. Jack è necessariamente il primo programma da avviare, invece Timemachine consiglio di avviarlo da terminale con: timemachine -f wav, così ci salverà il brano in formato wav e non in W64 che necessita codec aggiuntivi per essere riprodotto. Se non avete voglia di avviarlo da terminale, si potrà comunque convertire il formato di default, con l’ottimo Audacity, che ci servirà anche per editare un po’ la traccia. Ora non ci resta che dire a Timemachine di registrare l’output di Hydrogen e ZynAddSubFX. Per fare ciò dobbiamo solo aprire la sezione “Connect” di Jack, e nel settore audio “Audio”, collegare l’output dei due programmi con cui intendiamo suonare, all’input del nostro micro-registratore.
schermata-connections-jack-audio-connection-kit.png
Adesso basta cliccare sul pallino verde di TimeMachine e lui inizerà a registrare, colorandosi di rosso. Suoniamo,e quando la canzone è finita, clicchiamo di nuovo sul pallino, che ritornerà verde. Ora andando nella nostra cartella Home troveremo un nuovo file wav o w64, che è la nostra canzone, e che possiamo andare a perfezionare con Audacity (in seguito parlerò anche di lui).